P. Berardi
2026.6.18Philologus
Abstract
In Ar. Ra. 1284–1295, Euripide cita parodicamente versi eschilei dall’ Agamennone (108/9, 111–112), dal dramma satiresco Sfinge (fr. 236 R.), da fabula incerta (fr. 282 R.) e dalle Tracie (fr. 84 R.). Gli scholl. vett. 1284–5b, 1287, 1289α–β e 1294a–b Ch. serbano notizie circa paternità ed opere di provenienza. L’assetto ecdotico per essi stabilito, in ultimo, da Marcel Chantry (1999) desta tuttavia perplessità, giacché l’editore applica (qui come altrove) una sistematica operazione di smontaggio e segmentazione della struttura agglutinata degli scolii che finisce per obliterarne l’originaria tessitura esegetica. A mezzo di un’approfondita disamina del passo aristofaneo e del relativo corredo di scolii, il presente contributo discute e problematizza la configurazione editoriale adottata da Chantry, restituendo alle annotazioni una mise en texte più fedele a quella documentata nei manoscritti.
Citation format
BERARDI, P. Antiche esegesi ‘paratragiche’ alle rane di aristofane ( scholl. vett. 1289β, 1294a–b chantry). riflessioni ecdotiche. Philologus, 2026, 170(1): 44–61.